Implantologia
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L'implantologia orale ha apportato all'odontoiatria una
dimensione nuova
e particolarmente originale.
Le tecniche, affidabili e rigorose, hanno conosciuto una rapida evoluzione
ed hanno acquisito un posto importante nell'elaborazione del programma
di terapia. Lo Studio Cipriotti costantemente aggiornato
sulle tecniche,
sui materiali e sulle apparecchiature, tramite corsi e congressi nazionali
ed internazionali, nei quali il Dott. Cipriotti a volte è
presente anche in qualità
di relatore, è in grado di offrire attualmente alla propria clientela una tecnica
chirurgica mini-invasiva, senza scolpire alcun lembo, possibile nell'80% dei
pazienti che necessitano di terapia implantare, comportando ciò uno
straordinario beneficio per il paziente nel post-intervento, consentendogli
di riprendere dal giorno dopo una normale vita di relazione senza alcun
postumo evidente.
1. A Cosa servono e Chi ne può beneficiare?
La riabilitazione protesica di pazienti che hanno perso
alcuni o tutti gli elementi dentari rappresenta per il paziente e per il dentista uno
degli eventi più impegnativi nell'ambito delle discipline odontoiatriche. Spesso la
perdita di elementi dentari comporta un danno non solo da un punto di vista estetico
(perdita del sorriso) o funzionale (insufficienza masticatoria) ma anche psicologico, con
perdita della confidenza e difficoltà nella vita di relazione. Le tradizionali tecniche
di riabilitazione protesica, sia fisse che mobili, richiedono la riduzione di elementi
dentari sani o la applicazione di ingombranti manufatti che possono non rispondere alle
aspettative del paziente. Ormai da oltre 30 anni in sostituzione di elementi dentari
perduti sono disponibili impianti osteointegrati endossei.
 
2. Cosa sono?
Gli impianti dentari sono delle viti in titanio che vengono
posizionate all'interno delle ossa mascellari e che fungeranno da sostegno per la
ricostruzione protesica. In pratica gli impianti sostituiscono le radici dei denti che
sono state precedentemente estratte.

3. Come funzionano?
Contrariamente a quanto spesso viene detto gli impianti
osteointegrati non sono soggetti a rigetto. Infatti il materiale da cui sono costituiti,
il titanio, rappresenta un materiale assolutamente biocompatibile che cioè viene
riconosciuto dall'ospite come elemento naturale. Il principio biologico su cui si basa il
successo degli impianti è la cosidetta osteointegrazione. Questo fenomeno biologico,
osservato e descritto per la prima volta dal Prof. P.I. Branemark nel 1965, rappresenta la
capacità del titanio di guarire all'interno dell'osso, risultando in un intimo e perfetto
contatto con quest'ultimo. Questa caratteristica rende gli impianti virtualmente immobili
e capaci di sostituire denti perduti.
 
4. Come vengono inseriti e restaurati?
Due fasi successive sono necessarie perché gli impianti
possano essere utilizzati. Una prima fase chirurgica consiste nella inserzione degli
impianti stessi. A questa fase segue il periodo di guarigione dove avviene la
osteointegrazione vera e propria. Questa fase può variare da 3 a 6 mesi in condizioni
normali. Al termine di questa fase è necessario un secondo intervento per scoprire gli
impianti fino a quel momento sommersi e posizionare la vite di guargione. Una volta
guarita la gengiva intorno all'impianto è possibile per il collega protesista prendere
impronte e trattare gli impianti analogamente a radici dentarie. La fase protesica si
conclude con la inserzione dei manufatti protesici indicati per quel tipo di paziente.
 
5. Che successo hanno e quanto possono
durare?
Studi longitudinali di oltre 20 anni, effettuati in Svezia
e negli Stati Uniti, hanno dimostrato che gli impianti possono essere considerati una
terapia di grande successo avendo una sopravvivenza compresa tra l'85 ed il 93%. Questo
dato è ancora più significativo se viene paragonato a qualsiasi altra terapia
odontoiatrica che mediamente non riesce a raggiungere una tale affidabilità.
 
Sfortunatamente però, anche se in numero limitato,
esistono i fallimenti degli impianti. Il fallimento avviene in una piccola percentuale di
casi che varia a seconda della sede anatomica e del paziente. Le cause che portano al
fallimento degli impianti sono diverse e possono essere sintetizzate in due grandi
categorie: fallimenti chirurgici o precoci e fallimenti tardivi. Le cause dei fallimenti
chirurgici possono essere un eccessivo trauma chirurgico, una infezione precoce del sito
implantare, la presenza di condizioni anatomiche sfavorevoli (scarsa qualità e quantità
di osso) e alcune abitudini del paziente come il fumo di sigaretta, il consumo di alcool o
di droghe. I fallimenti tardivi possono essere causati da sovraccarico occlusale, sviluppo
di infezioni croniche simili alla parodontopatia e dette peri-implantiti, inadeguato
mantenimento igienico da parte del paziente e condizioni anatomiche sfavorevoli come
scarsa qualità delle ossa alveolari.
 
6. Cosa succede se fallisce un impianto?
Spesso un impianto che fallisce precocemente può essere
rimpiazzato con un altro impianto di dimensioni maggiori. Se l'impianto fallisce
tardivamente invece, il tipo di protesi che esso sorregge detterà le condizioni di
trattamento. E' possibile, infatti, che nonostante il fallimento di alcuni impianti il
manufatto protesico sia stabile e perfettamente funzionante.
 
7. Chi può usufruire degli impianti?
Non tutti i pazienti possono essere candidati agli
impianti. Fortunatamente le moderni tecniche chirurgiche di rigenerazione ossea hanno
drasticamente ridotto il numero di coloro che non possono ricevere impianti
osteointegrati. Fattori che rappresentano controindicazioni a questo trattamento sono
malattie sistemiche come il diabete scompensato, malattie cardiovascolari importanti,
malattie del sangue e della coagulazione, osteoporosi grave, fumo di sigaretta in forte
quantità. Particolarmente il fumo di sigaretta da solo è in grado di raddoppiare il
numero dei fallimenti. Inoltre pazienti con una scarsa predisposizione alla igiene orale
domiciliare o poco motivati non possono essere considerati buoni candidati a questa forma
di riabilitazione.
 
8. Come sapere di essere o meno un candidato
per gli impianti?
Per saper se si hanno i requisiti per poter ricevere
impianti è necessario consultare un parodontologo o un odontoiatra che si occupa di
implantologia. Spesso un esame clinico tradizionale e la esecuzione di una radiografia
panoramica delle arcate dentarie non sono sufficienti per stabilire la possibilità o meno
di intervenire con impianti. In questi casi esami più sofisticati, come la TAC, possono
fornire informazioni sullo stato delle ossa mascellari. In generale pazienti totalmente
edentuli o che abbiano perso uno o più elementi dentari e che siano in buone condizioni
fisiche generali possono candidarsi ad una riabilitazione protesica con impianti
osteointegrati.
le tecniche e le metodiche descritte in queste pagine non
rappresentano un'alternativa alla visita medica vera e propria.

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