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L'apparecchio
mobile è costruito su misura e viene preparato in laboratorio, in base alla forma delle
arcate dentarie e del palato rilevata attraverso le impronte.
APPARECCHIO MOBILE DI TIPO MECCANICO
APPARECCHIO
MOBILE DI TIPO FUNZIONALE (OD ORTOPEDICO)
APPARECCHIO MOBILE DI CONTENZIONE O DI MANTENIMENTO (RETAINER) E' indicato alla fine di un trattamento ortodontico per mantenere il risultato raggiunto evitando spostamenti di denti. Normalmente va portato durante la notte, a parte il suo periodo iniziale nel quale potrebbe essere indicato il suo utilizzo anche durante il giorno. La durata del mantenimento varia a seconda della tendenza dei denti a spostarsi; normalmente va dai 2 ai 5 anni, ma in alcuni casi può durare anche più a lungo.
ABITUARSI
ALL'APPARECCHIO MOBILE
Pulizia e cura dell'apparecchio mobile Spazzolare
l'apparecchio con spazzolino e dentifricio (o sapone dei piatti), pulendone accuratamente
anche le parti metalliche.
ESTRAZIONI
DENTALI L'estrazione del dente può essere considerata un piccolo intervento chirurgico. Di seguito troverete delle linee guida generali per una guarigione più veloce e confortevole.
COSA ASPETTARSI DOPO UN'ESTRAZIONE Anestesia: finchè permane l'effetto dell'anestesia (solitamente qualche ora) fare attenzione a non mordervi le labbra, guance o lingua. Dolore: solitamente raggiunge il massimo quando passa l'effetto dell'anestesia, perciò è consigliabile assumere un antidolorifico subito dopo l'intervento (evitando aspirina o altri farmaci contenenti acido acetilsalicilico). Sanguinamento: se lieve è normale per le prime 24 ore. Gonfiore: raggiunge il massimo dopo 24 ore dall'intervento e può durare fino ad una settimana dall'estrazione. Può essere alleviato con impacchi di ghiaccio sulla guancia dalla parte dell'estrazione per 30' alternati ad altrettanti di riposo. Alveolite post estrattiva: è una complicanza a volte molto dolorosa che può verificarsi in una piccola percentuale di casi. I sintomi si manifestano 2-3 giorni dopo l'estrazione; il dolore medio-forte che l'accompagna è causato dalla mancata formazione o dalla perdita del coagulo.
COSA FARE SUBITO DOPO UN'ESTRAZIONE Tenete schiacciata una garza sulla zona dell'estrazione per circa 20' per facilitare la coagulazione. Applicate impacchi di ghiaccio sulla guancia dalla parte dell'estrazione. Assumete un farmaco antidolorifico (evitando aspirina o altri farmaci contenenti acido acetil salicilico) possibilmente prima che passi l'effetto dell'anestesia, non a stomaco vuoto.
COSA
NON FARE DOPO UN'ESTRAZIONE Non assumete cibi e bevande calde; evitate alcolici. Non applicate calore sulla zona del viso dalla parte dell'estrazione. Non masticate gomme per i primi 2-3 giorni dopo l'estrazione. Non irritate la zona dell'estrazione con cibi duri o ruvidi; masticate dalla parte opposta. Non risucchiate nella zona dell'estrazione; evitare di bere con cannucce. Non fumate per 2 giorni.
DOPO UN'ESTRAZIONE E' UTILE Evitate di praticare attività sportiva o attività fisiche pesanti per i primi 2-3 giorni dall'estrazione. Mangiate cibi soffici. Introducete molti liquidi in modo da evitare disidratazione o febbre. Sciacquare delicatamente dopo i pasti con una soluzione di acqua e sale iniziando 2-3 giorni dopo l'estrazione; è utile per rimuovere i residui di cibo dalla zona dell'estrazione. Dormire con la testa sollevata da uno o due cuscini aiuta a ridurre sanguinamento e gonfiore. Attuate la normale igiene orale nel resto della bocca. Spazzolate anche la lingua; questo vi aiuta ad eliminare la sensazione di alito cattivo che potreste avvertire dopo l'estrazione.
COSA FARE IN CASO DI EMORRAGIA Rimanete in piedi o seduti. Rimuovete gli eventuali coaguli presenti in bocca. Mordete con forza nella zona dell'estrazione una garza bagnata con antiemorragico (p.e. UGUROL fl.) per mezz'ora. Se persiste è consigliabile somministrare un antiemorragico (p.e. UGUROL fl.) intramuscolo. Applicare degli impacchi di ghiaccio sulla guancia dalla parte interessata.
Gravidanza Durante il periodo della gravidanza la salute dei vostri denti e gengive merita un'attenzione particolare. I cambiamenti ormonali (aumento di progesterone ed estrogeni) che avvengono nel vostro organismo sono, infatti, in grado di modificare la composizione della vostra saliva rendendo più facile l'accumulo di placca e tartaro, aumentando così il rischio di carie e gengivite. Aumenta, inoltre, il bisogno di effettuare piccoli spuntini tra un pasto e l'altro; anche questo favorisce la formazione della placca. Regolari visite dentali di controllo, una corretta igiene orale, un'alimentazione sana e bilanciata aiutano a prevenire eventuali problemi a denti e gengive durante la gravidanza e favoriscono, inoltre, la salute del vostro bambino.
TRATTAMENTI DENTALI In occasione di visite di controllo o trattamenti dentali, se siete incinte o sospettate di esserlo, informate il vostro dentista il quale potrà decidere il momento migliore in cui effettuare eventuali trattamenti. Già in previsione di una gravidanza è utile eseguire una visita dentale con eventuali radiografie di controllo, così da escludere o curare precocemente eventuali problemi che si potrebbero manifestare successivamente. Non trascurate di effettuare le normali visite di controllo e sedute di igiene orale professionale durante la gravidanza. Il primo trimestre di gravidanza è il periodo nel quale si sviluppano la maggior parte degli organi dei bambini ed, anche se le cure odontoiatriche sono normalmente sicure, è comunque consigliabile minimizzare qualsiasi potenziale rischio durante questo periodo; per quanto riguarda l'igiene orale professionale, invece, è consigliata una seduta già durante il primo trimestre. Durante gli ultimi due mesi di gravidanza potrebbe essere poco confortevole stare sedute a lungo nella poltrona dentistica; soprattutto nei casini cui vi sia il rischio di parto prematuro potrebbe essere controindicato effettuare trattamenti dentali. Il secondo trimestre di gravidanza è, quindi, il momento più indicato per sottoporsi ad eventuali trattamenti dentali non rinviabili.
RADIOGRAFIE DENTALI Anche se è consigliabile evitare le radiografie durante il periodo della gravidanza, qualora indispensabili, le radiografie dentali possono essere eseguite, in quanto la quantità di radiazioni è comunque limitata (in particolare usando un sistema radiografico digitale, l'esposizione si riduce del 90% rispetto alla normale dose) e coinvolge solo una piccola parte del corpo lontana dal feto.
FARMACI Per evitare potenziali rischi a voi ed al vostro bambino, è bene assumere solo farmaci ampiamente documentati e sicuri. Evitate l'assunzione di farmaci (anche quelli da banco) se non sotto il controllo medico. Alcuni farmaci (antibiotici, antidolorifici) ed anestetici possono, comunque, essere utilizzati durante e dopo i trattamenti dentali per renderli più confortevoli (i normali anestetici nelle dosi utilizzati durante le cure dentali sono considerati sicuri). Assumete solo la quantità ed il tipo di farmaco prescritto.
CARIE DENTALE E GENGIVITE Semplici, ma costanti, misure di prevenzione vi aiutano a mantenere sani i vostri denti e gengive durante la gravidanza. Cambiano, infatti, sia la quantità e la composizione della saliva prodotta, sia le abitudini alimentari, portando a maggior formazione di placca e tartaro con aumento del rischio di carie dentale e gengivite. Carie dentale: se non rimuovete regolarmente la placca, i batteri in essa contenuti trasformano gli zuccheri in acidi, che possono intaccare prima lo smalto e poi la dentina, dando luogo alla formazione della carie dentale. In particolare, spuntini frequenti con cibi ricchi di zucchero potrebbero esporre i vostri denti agli acidi responsabili della carie per molte ore al giorno; gli zuccheri non rimossi dai denti vengono trasformati in acidi durante un intervallo di circa 20': Quindi, tanto maggiori sono la frequenza con cui gli zuccheri vengono introdotti ed il tempo in cui questi rimangono a contatto con i denti, tanto più alto è il rischio di carie dentale. La pulizia dei denti molari può essere meno agevole per la tendenza al vomito ed al rigurgito; l'acidità delle sostanze rigurgitate potrebbe, inoltre, danneggiare direttamente lo smalto dei denti, aumentando il rischio di carie.
Gengivite:
Recenti ricerche hanno suggerito una correlazione tra gengivite e nascita prematura o sottopeso del bambino. Ecco quindi come mantenere sani i vostri denti e gengive in particolare durante la gravidanza: Pulite i denti dopo ogni pasto, con particolare attenzione al bordo gengivale, utilizzando correttamente più volte al giorno sia lo spazzolino, sia il filo o lo scovolino interdentale. Utilizzare un dentifricio al fluoro. Dopo episodi di vomito e/o rigurgito, sciacquate sempre bene la bocca, in modo da eliminare l'acidità che potrebbe danneggiare lo smalto dei denti. Limitare gli spuntini con cibi ricchi di zuccheri; preferite frutta e verdura crude, che, oltre a detergere la bocca, contengono zuccheri non altamente cariogeni.
ALIMENTAZIONE L'alimentazione durante il periodo della gravidanza influisce sullo sviluppo del nascituro; in particolare, i denti del bambino iniziano a svilupparsi tra il terzo ed il sesto mese di gravidanza; per questo è importante che nella vostra dieta vi sia la giusta quantità di vitamine, calcio, proteine e fosforo. Contrariamente a quanto si crede, non è vero che durante la gravidanza si perde calcio dai denti: Il calcio che serve al vostro bambino viene introdotto con la dieta, che deve contenere alimenti ricchi di calcio come latte e derivati; qualora questo non fosse sufficiente viene preso dalle riserve che si trovano nelle vostre ossa. L'aumentato rischio di carie durante la gravidanza non è dovuto alla mancanza di calcio, ma all'aumento della placca ed agli altri fattori spiegati in precedenza.
FLUORO E' un minerale in grado di rinforzare i denti e proteggerli dalla carie. E' normalmente presente in alcuni alimenti (es. pesce, arachidi, tè), in quantità variabile nell'acqua potabile ed in alcuni prodotti per l'igiene orale. Utili nella prevenzione della carie dentale l'applicazione locale con l'uso di dentifrici e colluttori a base di fluoro e trattamenti di fluoroprofilassi durante le sedute di igiene in studio. Durante la gravidanza il fabbisogno giornaliero di fluoro è di circa 3mg (fornito per circa il 50% dall'acqua), quindi qualora l'acqua di rubinetto o minerale che consumate non abbia un quantitativo sufficiente di fluoro (da 0,5 ad 1mg/l), potrebbe esserne utile l'introduzione sotto forma di compresse, a partire dal secondo trimestre di gravidanza, quando si formano lo smalto e la dentina dei denti del bambino.
UN
SORRISO SANO PER TUTTA LA VITA I genitori sono il modello di riferimento per il bambino quindi date il buon esempio spazzolando i denti dopo ogni pasto, usando il filo interdentale ogni giorno, adottando una dieta sana ed equilibrata e facendo visite dentali di controllo regolarmente. Fate in modo che il vostro bambino prenda confidenza con le principali regole per una buona salute orale man mano che cresce, iniziando con i succhiotti ortopedici, pulizia delle gengive e dei denti da latte, uso di fluoro e visite dentali regolari.
Parodontite Un tempo conosciuta con il nome di Piorrea, la malattia parodontale rappresenta oggi una delle cause più importanti della perdita dei denti. Essa è costituita da un complesso di malattie che, in forme diverse, possono colpire ogni fascia di età. La forma più frequente colpisce l'adulto nell' età compresa tra i 40 ed i 60 anni. Il termine parodontopatia indica una malattia che interessa i tessuti deputati al supporto denti: il legamento parodontale, il cemento radicolare e l'osso alveolare che rappresenta il cosidetto parodonto superficiale.. Tali strutture costituiscono il parodonto profondo. A queste tre strutture si devono aggiungere le gengive La parodontopatia è una malattia cronica e come tale non può essere eliminata in modo definitivo ma, può e deve essere curata. Le malattie parodontali diversamente da altre patologie del cavo orale come carie, afte etc. sono prevalentemente asintomatiche. Vi sono però dei segni caratteristici che devono fare insospettire il paziente: il sanguinamento delle gengive durante lo spazzolamento, la scopertura dei colletti dentali (recessioni), la presenza di gonfiore a livello del margine gengivale, la persistenza di alito cattivo, la ipersensibilità dentale agli sbalzi di temperatura, la presenza di ascessi ed infine la mobilità di alcuni elementi dentari. Se uno o più di questi segni sono presenti è necessario consultare lo specialista in parodontologia per un accurato esame della bocca. La malattia parodontale non è una malattia mortale ma, può essere altamente invalidante portando alla perdita precoce di elementi dentari con relative conseguenze sul piano funzionale (ridotta capacità masticatoria), sul piano estetico (modifica dei lineamenti delle labbra e del sorriso) e soprattutto sul piano piscologico (perdita di confidenza, difficoltà di relazioni con il prossimo). Oltre a ciò, recenti studi condotti negli Stati Uniti, per conto dell'Istituto Nazionale per le Ricerche Odontoiatriche (NIDR), hanno messo in luce l'esistenza di importanti legami tra malattie sistemiche e malattie parodontali. In particolare pazienti con parodontopatia sembrano essere più a rischio di sviluppare malattie cardiovascolari, osteoporosi e nelle donne ad avere gravidanze che esitano in nascite premature e sotto peso.
CAUSE DELLA PARODONTITE La causa principale è la placca batterica. La placca rappresenta l'insieme dei batteri che albergano naturalmente nel cavo orale. Non tutte le oltre 300 specie microbiche presenti nella bocca provocano la malattia parodontale ma, solamente alcune di queste specie sono considerate patogene. Affinché determinati tipi di batteri agiscano provocando lo sviluppo della parodontopatia è necessario che si verifichino determinate condizioni. Prima fra tutte che il paziente sia in qualche modo predisposto e suscettibile. Oltre al fattore ereditario altre condizioni o comportamenti possono favorire o aggravare la malattia parodontale. Tali fattori sono ad esempio la scarsa igiene orale, il tartaro sopra e sottogengivale, malattie sistemiche come il diabete, il fumo di sigaretta e la presenza di parafunzioni come il digrignamento ed il serramento dei denti durante la notte.
TASCA PARODONTALE In condizioni di salute la gengiva aderisce al dente in modo da formare un sigillo che protegge le strutture profonde come l'osso, la radice ed il legamento parodontale dall' aggressione di batteri e dai traumi. E' possibile, in assenza di malattia, misurare lo spazio esistente tra denti e gengive con una sonda millimetrata: questo spazio detto solco è profondo da 1 a 3 mm.
( Foto 2 ): maggiore
è la profondità della "tasca " e più grave è la malattia parodontale
VISITA PARODONTALE La valutazione parodontale consiste nell'esaminare lo stato di salute dei tessuti di supporto dei denti e cioè le gengive, le ossa alveolari e il legamento parodontale oltre che assicurarsi sullo stato di salute dei denti e delle mucose. Per fare questo è necessario raccogliere alcuni dati relativi alla salute generale del paziente poiché, come detto, alcune malattie sistemiche possono influenzare negativamente lo stato di salute delle gengive. Poi, attraverso il sondaggio parodontale, il controllo della mobilità dentaria e dello stato dell'occlusione dentaria, si valuterà clinicamente la presenza o meno di malattie. Questi dati non sono però da soli sufficienti per formulare una diagnosi corretta. E' necessario infatti eseguire il così detto set parodontale radiografico. Esso consiste in 14 o 18 radiografie endorali che sono in grado, con grande precisione, di fornire informazioni sulle strutture profonde che non possono essere valutate clinicamente. Inoltre spesso sono necessarie delle impronte per poter realizzare dei modelli in gesso delle arcate per poter valutare il modo nel quale i denti combaciano. Per finire possono essere richieste delle fotografie che serviranno come base iniziale a cui riferirsi durante la terapia per valutare i progressi fatti.
CURA PARODONTALE Nonostante la ricerca in questo settore sia una delle più attive nell'ambito delle scienze biomediche, ancora oggi il fondamento della terapia parodontale si basa sulla eliminazione meccanica della placca batterica. Lo scopo ultimo della terapia è quello di rendere il cavo orale sano e facilmente mantenibile attraverso la semplice igiene domiciliare. Possiamo individuare varie fasi e livelli di terapia. Una prima fase, detta terapia iniziale, riguarda tutti i pazienti che si presentano alla osservazione. Essa consiste nella pulitura del bordo gengivale, della lucidatura delle superfici dentali e nell' apprendimento delle corrette norme di igiene orale. Questa fase può essere sufficiente nei soggetti che presentano infiammazioni lievi come gengiviti. Nel caso ci si trovi di fronte a malattie parodontali moderate o severe, questa fase verrà seguita da una pulizia più profonda, di solito sotto anestesia locale, detta levigatura radicolare. ( Foto 5 ): rimozione della placca e del tartaro sotto
gengivaleIl terzo livello di intervento è la eliminazione per via chirurgica delle tasche
e dei difetti ossei che non possono essere trattati con metodi conservativi.( Foto 3 ): terapia
chirurgica parodontale Anche in questo caso abbiamo a disposizione diverse
soluzioni. A seconda delle indicazioni sarà possibile effettuare una terapia chirurgica
rigenerativa, cioè in grado di recuperare in tutto o in parte il tessuto distrutto dalla
malattia, o una terapia chirurgica resettiva che tende ad eliminare radicalmente le tasche
ed i difetti presenti. Il quarto livello di intervento è rappresentato dalla terapia di
supporto o mantenimento. Questa fase è fra tutte la più importante e delicata. La
mancata adesione alle norme di igiene domiciliare e una incostante presenza ai controlli
professionali possono essere causa della ricorrenza della malattia con conseguenze gravi
per il mantenimento di elementi dentari compromessi. Elemento fondamentale nel trattamento parodontale è la presenza della figura della igienista dentale. L'igienista rappresenta il principale coordinamento tra paziente e parodontologo e svolge attivamente molte delle fasi di motivazione e controllo della terapia.
Apparecchio fisso Denti storti, malposizionati o con problemi di occlusione possono sia andare incontro più facilmente a carie ed a malattia parodontale, sia provocare problemi di masticazione e rendere il vostro sorriso meno piacevole. L'ortodonzia è quella branca dell'odontoiatria che si occupa di correggere la posizione dei denti per migliorare masticazione, respirazione ed estetica attraverso apparecchi che possono essere fissi o mobili. L'APPARECCHIO FISSO E' COMPOSTO PRINCIPALMENTE Attacchi (o brackets): sono solitamente di metallo e vengono applicati ai denti tramite una procedura detta bonding. Per particolari esigenze estetiche possono essere utilizzati attacchi bianchi (più costosi). Arco (o filo) ortodontico: viene inserito nell'attacco; a seconda della tecnica utilizzata, viene sostituito o modificato durante i controlli, in modo da spostare progressivamente i vostri denti nella posizione più corretta. Bande: vengono, di solito, cementate ai denti molari e premolari al posto degli attacchi. Legature:possono essere metalliche o elastiche. Servono per mantenere l'arco inserito negli attacchi. Gli attacchi e l'arco ortodontico esercitano una forza leggera, ma costante sui denti, in modo da portarli in posizione corretta. Espansore rapido palatale: serve ad allargare in maniera rapida un palato molto stretto, attivandolo periodicamente con la chiavetta. Placca distalizzante: serve per spostare indietro i molari in moda da recuperare spazio per risolvere un affollamento anteriore. In genere viene attivato una volta al mese dal dentista. Elastici e molle: servono per favorire lo spostamento dei denti verso la posizione desiderata. In base agli spostamenti dentali da effettuare possono essere usati di volta in volta altri componenti, come arco linguale, placca di Nance, aro sezionale, Lip Bumper etc.
ORTODONZIA NEGLI ADULTI Gli adulti ricorrono sempre più al trattamento ortodontico per migliorare masticazione ed aspetto estetico con buoni risultati. A volte, però, i movimenti dei denti possono avere certi limiti dettati dalla forma dell'arcata dentaria.
QUANTO A LUNGO SI PORTA L'APPARECCHIO FISSO? Valutando il vostro caso, il dentista vi indicherà la durata del trattamento fisso; tuttavia questo dipenderà anche dalla risposta individuale al trattamento, dalla diligenza nel presentarsi agli appuntamenti di controllo e nel seguire le indicazioni del vostro dentista. C'E' BISOGNO DI ESTRARRE DEI DENTI DEFINITIVI PER METTERE L'APPARECCHIO FISSO? In alcuni casi il piano di trattamento potrebbe prevedere di denti (in particolare i premolari) per ottenere o mantenere i risultati desiderati. A CHE ETA' SI METTE L'APPARECCHIO FISSO? Normalmente si inizia il trattamento con l'apparecchio fisso quando sono comparsi buona parte o tutti i denti definitivi (10-14 anni). Tuttavia, alcuni problemi ortodontici possono essere trattati con l'ortodonzia fissa già a partire dai 6/7 anni. UNA VOLTA RIMOSSO L'APPARECCHIO FISSO, COSA DOVRO' FARE PER MANTENERE IL RISULTATO RAGGIUNTO? Molto spesso il dentista vi consiglierà un apparecchio di contenzione (detto anche di mantenimento), che a seconda dei casi può essere fisso o mobile. La contenzione fissa consiste in un sottile filo metallico incollato sulla superficie interna dei vostri denti; qualora il filo dovesse rompersi o staccarsi è importante consultare il dentista. La contenzione mobile consiste in un apparecchio rimovibile da utilizzare sempre di notte e, a volte, anche durante il giorno secondo le indicazioni del dentista. Per mantenere la posizione raggiunta è importante che portiate regolarmente gli apparecchi di contenzione, altrimenti i vostri denti potrebbero subire degli spostamenti.
IGIENE ORALE CON L'APPARECCHIO Spazzolate i vosti denti dopo ogni pasto o spuntino con uno spazzolino apposito (spazzolino ortodontico) o con un normale spazzolino a setole medie, utilizzando un dentifricio contenente fluoro. E' importante rimuovere accuratamente placca e residui di cibo che si annidano più facilmente intorno agli attacchi, causando carie ed alito cattivo. Ecco come usare lo spazzolino: 1) Posizionate lo spazzolino obliquamente rispetto ai denti, formano un angolo di 45°. 2) Pulite i denti dietro l'arco ortodontico, facendo passare le setole dello spazzolino sia da sopra che da sotto l'arco. 3) Muovete lo spazzolino delicatamente formando dei piccoli cerchi, pulendo bene sia i denti che gli attacchi ortodontici. 4) Spazzolate bene anche la gengiva e la lingua. 5) Alla fine della pulizia controllare denti, gengive e attacchi da vicino con uno specchio; gli attacchi dovrebbero essere lucidi e le gengive di color rosa chiaro.
DISTURBI DELL'ATM Molte persone che soffrono di sintomi anche diversi, quali mal di testa, mal d'orecchio, tensione alle articolazioni o ai muscoli della mandibola, dolore sordo al viso, potrebbero avere in comune dei disturbi dell'articolazione temporo-mandibolare (ATM). Questi disturbi sono più frequenti nelle donne; possono iniziare già da giovani e continuare fino alla mezza età. Uno dei sintomi dei disturbi dell'ATM è il blocco della mandibola in posizione di bocca aperta; questo accade quando il disco, che si trova sopra la testa del condilo mandibolare rimane incastrato in posizione sbagliata. Normalmente, si risolve aiutandosi con le dita spingendo in basso la mandibola; si previene evitando di aprire troppo la bocca (ad esempio sbadigliando). Quando ci sono disturbi dell'ATM può essere difficile aprire la bocca; l'apertura normale tra incisivi superiori ed inferiori corrisponde a circa tre dita. COS'E' L'ATM La mandibola si connette alle ossa del cranio per mezzo delle articolazioni temporo-mandibolari. Se appoggiate le dita ai lati del vostro viso davanti alle orecchia, aprendo e chiudendo la bocca, potete apprezzare il movimento della mandibola nelle articolazioni temporo-mandibolari, le quali ci permettono di mangiare, parlare e sorridere. Possiamo immaginare che le due articolazioni (destra e sinistra) siano come i cardini di una porta e la mandibola si apra e si chiuda ruotando attorno a questi cardini. In realtà, i movimenti mandibolari sono molto più complessi e sofisticati: la manibola, oltre a ruotare attorno alle articolazioni, si può spostare in avanti e lateralmente, permettendo anche movimenti asimmetrici. A rendere possibili questi movimenti altamente specializzati sono il disco articolare, che si trova nell'articolazione tra la mandibola e l'osso temporale, i muscoli masticatori ed i legamenti. Poiché queti componenti lavorano in maniera coordinata, un problema ad uno qualsiasi di essi può alterare questo complesso sistema, portando ad un disturbo dell'ATM. QUALI SONO LE CAUSE DEI DISTURBI DELL'ATM? Non sempre è possibile determinare l'esatta causa dei disturbi dell'ATM, ma si ritiene che un fattore importante sia il sovraccarico di lavoro a cui i muscoli masticatori sono sottoposti. In particolare, in situazioni fisiche e mentali molto stressanti oltre a sottoporre le articolazioni mandibolari ad uno sforzo eccessivo e continuo, possono dar luogo a tensione muscolare e spasmi, iniziando un circolo vizioso, che se non interrotto può portare, in alcuni casi, ad un disturbo cronico. Altri fattori aggravanti possono essere digrignamento e serramento dei denti (bruxismo), traumi, artriti, problemi di occlusione ed altri problemi dentali o una combinazione di più fattori. SEGNI E SINTOMI DEI DISTURBI DELL'ATM Tensione muscolare alla mandibola. Dolore all'orecchio, che a volte si irradia al viso (in assenza di otite). Clicks od altri rumori articolari aprendo o chiudendo la bocca. Difficoltà ad aprire la bocca. Episodi di mandibola bloccata. Dolore nello sbadigliare, nel masticare o nell'aprire molto la bocca. Mal di testa o dolori al collo. Non riuscire più a chiudere i denti nella posizione abituale oppure chiuderli in posizione diversa di volta in volta. PER ALLEVIARE I DISTURBI DELL'ATM Mettete a riposo la mandibola adottando una dieta soffice per alcune settimane, evitando di parlare a lungo, di masticare gomme e di mangiarvi le unghie. Provate ad eliminare spasmi muscolari e dolore applicando un panno caldo-umido ai lati del viso. Fate degli esercizi di rilassamento muscolare; per esempio apertura e chiusura verticale della mandibola, controllando davanti ad uno specchio che non ci siano deviazioni a destra ed a sinistra e che il mento si sposti in basso ed indietro (non in basso ed in avanti). Ricordate di tenere le labbra chiuse senza che i denti superiori tocchino quelli inferiori, eventualmente ripetendovi mentalmente più volte al giorno questa frase:"labbra unite, denti separati". Eventuale uso di medicinali come rilassanti muscolari, analgesici o antinfiammatori solo se prescritti dal vostro dentista. Sedute laser-terapia per ridurre dolore e gonfiore. TRATTAMENTO Una volta identificato il problema, sulla base dei vostri sintomi, eventualmente con l'aiuto di radiografie, di modelli della vostra bocca ed altri esami diagnostici, il vostro dentista potrebbe consigliarvi un apparecchio mobile detto "bite"; altre volte potrebbe essere necessario modificare l'occlusione con trattamento ortodontico o protessi fissa. Nei rari casi in cui i vari trattamenti non abbiano ottenuto i risultati voluti e l'articolazione sia seriamente compromessa, potrebbe essere indicato un trattamento di tipo chirurgico. BITE E' un apparecchio rimovibile costruito in maniera da adattarsi perfettamente alle vostre arcate dentarie, da utilizzare soprattutto durante la notte: allo scopo di mettere a riposo l'articolazione favorendo una posizione naturale ed equilibrata della mandibola. come trattamento del bruxismo (digrignamento dei denti e serramento della mandibola) che può essere la causa dei disturbi dell'ATM.
Alitosi L'alitosi è un disturbo di tipo organico che si manifesta con l'emissione di odore sgradevole attraverso l'atto espiratorio o anche il semplice eloquio. Viene avvertita prima di tutto dalle persone che circondano chi ne è affetto, il quale sovente non si rende conto del problema. In altri casi ci si può rendere conto del disturbo, ma si avverte una sorta di ostacolo psicologico nell'esprimerlo. In condizioni normali l'odore del cavo orale può registrare delle variazioni nella sua intensità e tipologia in relazione ad alcune variabili quali età, sesso, abitudini alimentari: tali cambiamenti possono manifestarsi in noi stessi nel corso della giornata. A tutti è ben noto il fatto di potere avvertire un gusto cattivo al risveglio al mattino, che può manifestarsi probabilmente con una alitosi: tale condizione è senz'altro favorita dal calo nel flusso salivare, che normalmente si ha nel corso del riposo notturno e che risponde a precisi dettami fisiologici (necessità di ridurre gli atti di deglutizione durante il sonno), oltre ovviamente a ciò che la sera precedente si è ingerito. Vi sono poi delle forme di alitosi che hanno una maggiore importanza sotto il profilo medico, in quanto espressione di malattie in atto oppure di terapie farmacologiche. A questo proposito è senz'altro utile sapere che la grande maggioranza delle forme di alitosi ha una origine orale: l'odontoiatra ha un ruolo certamente centrale nella intercettazione e nel trattamento del disturbo, ma al suo fianco anche il medico di famiglia è figura da tenere sempre presente come riferimento terapeutico. La parodontite, ovvero la patologia infiammatoria cronica che colpisce i tessuti di sostegno dei denti (gengiva e osso principalmente) e che può condurre alla perdita progressiva degli elementi dentari è la malattia orale che più frequentemente si manifesta con alitosi; anzi, in alcuni casi, proprio l'alitosi rappresenta un sintomo spesso precoce che il soggetto può iniziare ad avvertire prima di qualsiasi altro disturbo. L'emissione di cattivo odore da parte di chi è affetto da malattia parodontale avviene per la presenza nel suo ambiente orale di una elevata quantità di composti volatili solforati, che sono sostanze chimiche prodotte dal metabolismo di alcuni batteri responsabili della parodontite: tali microrganismi si annidano in elevatissime quantità nelle tasche parodontali, ovvero negli spazi formatisi tra dente e gengiva a seguito della distruzione dell'osso. La restante percentuale di alitosi riconosce una causa extraorale, dovuta a varie malattie sistemiche, quali epatopatie (malattie del fegato), nefropatie (malattie dei reni), patologie delle vie respiratorie (polmoni, laringe, seni paranasali), patologie dell'apparato digerente. Anche l'assunzione prolungata di alcuni farmaci sembra essere responsabile di alitosi, probabilmente a causa di un'elevata concentrazione del principio attivo nella saliva o nei tessuti gengivali. Anche malattie delle ghiandole salivari che inducono una riduzione del flusso salivare possono potenzialmente causare alitosi, in quanto la saliva ha in questo caso la capacità di diluire le sostanze volatili"alitogene". Questo accade perché può essere presente una riserva di batteri producenti composti solforati a livello del terzo posteriore della lingua e spesso i loro substrati metabolici ricoprono la superficie linguale stessa anche in regioni più anteriori. |
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| © 2007| by Franco Cariglino || | | ||||